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LA CONTRORA

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La storia della Controra è strettamente legata a quella della Chiesa di Santa Maria del Rimedio (oggi sconsacrata).

Si legge della proprietà già nel “Notizie del bello dell’antico e del curioso della Città di Napoli” (1792) di Carlo Celano, che riferisce che la Chiesa di Santa Maria del Rimedio «...fu servita dai PP. Trinitari di S. Maria della Mercede e venne edificata nei primi anni del passato secolo».

Un secolo prima, Giovanni Battista Chiarini scrive: «Dirimpetto a questo vi è un bellissimo casino fabbricato dal Cardinale Belmosto, ora venduto ai frati Italiani di S. Maria della Mercede, i quali vi hanno aperta una piccola chiesa, e ridotta la casa in convento. Qui l’aria è perfettissima, e dar si suole per medicina a chi entra nelle specie di eticia, ed in fatti se ne veggono molti e molti sanati La Controra è quindi parte integrante del Monastero sorto all’inizio del XVIII secolo, nella zona Trinità alla Cesarea.

Nel XVII secolo la zona è occupata da alcuni casini di campagna di proprietà di famiglie nobili, venduti poi agli ordini religiosi, per la nuova esigenza di creare nuovi conventi. L’arrivo in città di nuovi ordini religiosi, favorito dal Governo Spagnolo e dall’Autorità ecclesiastica, è un evento importante nella Napoli del XVII secolo: il tessuto edilizio viene modificato e si diffonde la tipologia del convento con i suoi vasti chiostri, reclusori e chiese annesse.

All’inizio del XVIII secolo, la proprietà Belmosto si trasforma nell’attuale morfologia e viene fondato il convento e la Chiesa di S. Maria del Rimedio o Trinità alla Cesarea: l’ordine dei Padri Trinitari, fondato nel 1198, lascia ai suoi seguaci la Regola Monastica con lo scopo di realizzare un progetto di solidarietà cristiana. Questo programma prevede, tra l’altro, di offrire ospitalità ai viaggiatori, ai poveri, a coloro che si trovavano nella necessità di venire accolti. L’ospite, secondo il crisma dei Padri Trinitari, è, anche se per un breve periodo di tempo, protagonista di un ambiente sobrio e familiare. Dunque, il Convento dei Padri Trinitari ha già all’epoca, in conformità della Regola dell’Ordine, una funzione di accoglienza.

È solo in seguito, quando Napoleone Bonaparte sopprime gli ordini monastici nel 1809, che parte dell’edificio si trasforma. Il decreto di soppressione segna un punto di svolta nella storia dell’edificio, che perde la sua funzione di ricovero per viaggiatori e viene destinato alla residenza. Bisogna aspettare maggio 2006 perché l’antico centro di accoglienza per pellegrini e crociati tornasse ad essere un posto dove riposare le membra nel caos napoletano.